La nostra metodologia nelle lezioni di golf a Mallorca

Michel Monnard

Michel Monnard

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2025-12-05

Come si trasforma una lezione di golf in un vero miglioramento? Nella nostra scuola svizzera di golf a Mallorca pensiamo ogni giorno alla metodologia: non solo a che cosa spieghiamo, ma soprattutto a come trasmettiamo le informazioni, così che lei possa capirle, ricordarle e usarle sul campo. Invece di “mille consigli”, lavoriamo con concetti chiari, pratica guidata e un insegnamento adattato al suo cervello, al suo corpo e al suo livello di gioco.

In questo articolo le mostriamo come impostiamo le lezioni a Capdepera: lavoro di squadra tra allievo e maestro, processi di apprendimento compatibili con il cervello ed esperienze pratiche direttamente in campo. Così potrà farsi un’idea di ciò che l’aspetta nei nostri corsi di golf a Mallorca e perché la metodologia è importante per l’handicap tanto quanto la tecnica dello swing.

Ci teniamo a dirlo chiaramente: pensiamo molto alla didattica nelle nostre lezioni di golf. Non conta solo che cosa spieghiamo, ma soprattutto come lo facciamo. Il modo in cui passiamo le informazioni è un fattore chiave per progredire più velocemente e in modo più costante.

Dopo quasi 30 anni di insegnamento, il “come fare uno swing di golf” non è più un grande segreto. Il punto decisivo è come lavoriamo insieme, quali passi definiamo e come lei trova il proprio percorso di miglioramento.

Siamo molto autocritici nel nostro lavoro. Ogni giorno ci chiediamo: ho dato l’informazione giusta, al momento giusto e nel modo giusto?

Ecco alcuni principi che guidano le nostre lezioni di golf

– La lezione è un lavoro di squadra. Sì, siamo noi a guidare la sessione, ma il piano e gli obiettivi li definiamo insieme. Il suo progresso è la nostra missione. Una lezione di golf non è una strada a senso unico.

– Imparare significa provare. Il nostro obiettivo è sostenere un processo in cui il suo cervello e il suo corpo trovano la soluzione adatta. Per questo sentirà spesso: “Provi a scoprire come riuscirci.”

– Certo, ci sono momenti in cui diciamo chiaramente “faccia così”, ma nella maggior parte dei casi preferiamo creare una situazione e dare una direzione generale invece di perderci nei dettagli. I piccoli aggiustamenti spesso li fa il corpo in modo naturale, con i suoi tempi.

– Molti golfisti fanno domande a cui non rispondiamo in modo diretto. Preferiamo mostrare come trovare la soluzione da soli. Questo crea autonomia: imparare a risolvere le situazioni anche senza maestro. E se la soluzione non arriva, interveniamo noi.

– Le lezioni di golf sono spesso una sperimentazione guidata. Costruire “lo swing perfetto” è raramente realistico. Molto più importante è scoprire quali pensieri e sensazioni funzionano per lei, soprattutto sul campo. C’è una vera differenza tra campo pratica e percorso.

– Il feedback di ogni singolo colpo è il motore del processo di apprendimento. Osserviamo il volo della palla e da lì definiamo il passo successivo. Una direzione chiara invece di “centinaia di consigli”.

– I concetti funzionali di base sono essenziali. Se non si sa perché la palla curva, diventa difficile correggere le traiettorie indesiderate. Buone basi impediscono al cervello di aggrapparsi a idee sbagliate.

– A volte non cerchiamo di “correggere errori”, ma di aiutarla ad accedere al suo potenziale naturale più spesso e in modo più costante. Molti problemi non nascono da difetti tecnici dello swing, ma da decisioni, routine o concentrazione.

– L’apprendimento non è una linea retta. Il rendimento sale e scende — a volte del 20–30% da un giorno all’altro. È normale. Quello che conta è la tendenza generale, non il singolo giorno buono o negativo.

– In passato vedevo le fasi difficili come un fallimento. Oggi so che fanno parte del normale comportamento di apprendimento. Il corpo ha bisogno di tempo per assimilare le nuove idee. Restare calmi, sostenere, motivare — e sì, a volte una mano sulla spalla aiuta.

– L’obiettivo di un insegnamento centrato sull’allievo e compatibile con il cervello non è la perfezione, ma soluzioni funzionali che funzionano in campo.

– Quando capiamo come il cervello elabora le informazioni, possiamo organizzare una settimana di golf in modo più intelligente. Alti e bassi fanno parte dell’apprendimento, ma possiamo capirli, accettarli e rimanere concentrati sull’obiettivo a lungo termine.

Riflettiamo molto di più sulle nostre lezioni di golf di quanto forse si veda dall’esterno. Pazienza, autocritica e conoscenza delle persone fanno parte del nostro lavoro. E soprattutto: siamo una squadra e lavoriamo con lei per migliorare il suo gioco.

Benvenuto a Capdepera.

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