Perché gioco peggio sul campo da golf che sul campo pratica?

Michel Monnard

Michel Monnard

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2025-12-07

Molti golfisti riescono a colpire buoni colpi sul campo pratica, ma non riescono a ripetere la stessa prestazione sul campo. È completamente normale e ha una spiegazione semplice: al campo pratica ci si allena in un ambiente ripetitivo e artificiale – sul campo ogni colpo è diverso.

Un vecchio detto lo spiega perfettamente: «Se la tua palla vola dritta al campo pratica, è perché non stai mirando a nulla.»

Come trasferire lo swing dal campo pratica al campo

Al campo pratica molti giocatori colpiscono in serie: 10 driver, 10 ferri, 10 chip. Questo crea la sensazione di «adesso ci sono». In campo, però, quel colpo singolo spesso non esce come si vorrebbe. Il motivo: al campo pratica si riceve un feedback costante dal colpo precedente – in campo si ha un solo tentativo.

Nelle scienze dell’allenamento si distinguono due forme principali:

  • Pratica bloccata: più colpi di seguito verso lo stesso obiettivo
  • Pratica casuale: cambiare continuamente bastoni, obiettivi e situazioni

La pratica bloccata sembra più facile e dà rapidamente buone sensazioni. La pratica casuale sembra più difficile e disordinata – ma permette un migliore trasferimento in campo.

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Uno swing in serie non è uno swing singolo

Uno swing in serie è completamente diverso da un colpo singolo in campo. Quando si colpiscono 10 driver consecutivi, si aggiusta inconsciamente ogni swing in base a quello precedente. Il quinto o sesto colpo spesso è migliore del primo.

In campo questa «correzione automatica» non esiste. Ogni colpo presenta:

  • una nuova posizione della palla
  • un bastone diverso
  • un nuovo obiettivo
  • una sola palla

Questa capacità – eseguire un buon colpo «a freddo» – quasi non si allena. E ci si sorprende se lo swing «sembra diverso» in campo.

Mini test: sai eseguire un colpo “a freddo”?

Prova questo semplice esercizio al campo pratica:

  1. Scaldati normalmente.
  2. Prendi una pausa di 2 minuti.
  3. Prendi un ferro 7, scegli un obiettivo chiaro e colpisci una sola palla.
  4. Altra pausa di 2 minuti.
  5. Prendi il driver, definisci un corridoio tra due riferimenti e colpisci una palla dentro quel corridoio.
  6. Pausa di 2 minuti.
  7. Con un pitching wedge metti la palla in un semi-rough e gioca un pitch di 60–80 metri.
  8. Pausa di 2 minuti.
  9. Scegli una palla a circa 15–20 metri davanti a te e fai un chip per raggiungerla.

Valutazione:

  • 1 punto: contatto solido
  • 1 punto: buona direzione (dentro il corridoio)
  • 1 punto: palla nella zona obiettivo

Confronta questa sensazione con il «colpire» 30 palline di fila. Se il test ti sembra molto più difficile – perfetto. È esattamente la sensazione del golf in campo.

Cosa sappiamo oggi sull’apprendimento nel golf

Golfer trainiert bei einem kurzen Schlag bewusst eine große Handgelenkbewegung, um Timing und koordinative Kontrolle zu verbessern.

La ricerca sull’apprendimento motorio mostra che migliorare durante una sessione di pratica non significa automaticamente aver imparato qualcosa in modo stabile. Un cambiamento diventa più interessante quando il golfista riesce a conservarlo nel tempo, ripeterlo dopo una pausa, adattarlo a condizioni diverse e utilizzarlo anche sul campo.

Per questo non esiste una sola forma di allenamento ideale. La ripetizione può essere utile quando il golfista deve capire o stabilizzare una soluzione. La variabilità diventa invece importante quando quella soluzione deve funzionare con bastoni, bersagli, lie, distanze e compiti diversi.

La difficoltà deve però essere adatta al livello del giocatore. Se un compito cambia troppo presto o diventa troppo complesso, il golfista può semplicemente perdere la soluzione che stava cercando di sviluppare. Se invece l’allenamento rimane sempre identico, può diventare molto bravo proprio in quella situazione senza riuscire a trasferire la stessa abilità al campo.

Un altro principio importante è che il golfista non deve soltanto riprodurre un movimento, ma imparare a percepire informazioni utili e trovare soluzioni funzionali. Bersaglio, lie, spazio disponibile, traiettoria richiesta e risultato del colpo diventano quindi parte dell’apprendimento, non semplici dettagli aggiunti alla tecnica.

Per noi questo significa alternare momenti di comprensione tecnica, ripetizione, variazione, test e situazioni più vicine al gioco reale. L’obiettivo non è rendere ogni allenamento difficile, ma scegliere il tipo di difficoltà che aiuta il golfista nel passo successivo del suo apprendimento.

La domanda decisiva non è soltanto: “Funziona adesso?”, ma anche: “Riesco a farlo ancora più tardi, in una situazione diversa e con una sola palla?”

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Cinque elementi per un allenamento efficace

Nel nostro insegnamento usiamo cinque forme semplici:

  • Pratica bloccata (PB): stesso bastone, stesso obiettivo, stesso colpo.
  • Pratica interrotta (PI): stesso tipo di colpo con pause o compiti tra un colpo e l’altro.
  • Obiettivi variabili (OV): diverse distanze e punti di atterraggio.
  • Pause temporali (PT): tempo tra un colpo e l’altro.
  • Pratica sperimentale (PS): provare diversi bastoni e traiettorie.

Questi cinque elementi ci aiutano a rendere l’allenamento più variabile, più significativo e più vicino alle richieste reali del campo. Nel nostro Golf Learning System questo lavoro collega l’allenamento strutturato alla ritenzione, al transfer e infine all’applicazione del colpo in situazioni reali di gioco.

Esempio: sessione di 20–30 minuti sul gioco corto

  1. Riscaldamento (PB): 10 chip verso lo stesso punto di caduta.
  2. Obiettivi variabili (OV): 5 chip a diverse distanze.
  3. Pratica interrotta (PI): metti 5 palline a 10 m e riprendi una dopo ogni colpo.
  4. Pause temporali (PT): 5 chip con 30–45 secondi tra i colpi.
  5. Pratica sperimentale (PS): cambia bastone e adatta il punto di caduta.

In poco tempo copri tutte le forme essenziali – molto simili a ciò che richiede il campo.

Perché “tirare palline” non basta

L’immagine classica: un secchio di palline, un bastone, un obiettivo. Sembra produttivo, ma è come ripetere sempre lo stesso calcolo:

3 + 3 = 6, 3 + 3 = 6, 3 + 3 = 6 …

In campo i compiti assomigliano più a:

5 – 2, 11 × 4, 49 ÷ 7 …

Se alleni solo un tipo di compito, sarai bravo solo in quella situazione. Il golf misura la tua capacità di adattamento – non solo la ripetizione.

Riepilogo: come portare lo swing in campo

  • Non allenarti solo in serie, prova colpi singoli e significativi.
  • Aggiungi pause per rendere ogni colpo “nuovo”.
  • Varia obiettivi, lie e bastoni.
  • Combina i cinque elementi.
  • Pensa ai “problemi del campo”, non alle “routine del campo pratica”.

Più vuoi migliorare il tuo handicap, più diventerà importante saper adattarti da un colpo all’altro.

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